Contrattempi

 

Avresti dovuto capirlo subito che quella faccenda era nata male!

La telefonata di prima mattina di un call center non è esattamente un buon auspicio, specie se non riesci a liberartene subito e quella vocina ti trapana il cervello per una buona decina di minuti, perché deve convincerti a cambiare gestore… e tu dici di no, che non sei interessato, che ti trovi bene con l’attuale, e quella insiste, e tu ribadisci due, tre volte, che non hai nulla da lagnarti del tuo attuale piano tariffario, prima di realizzare che, in realtà, quel servizio tu non l’hai mai attivato.

Ma cosa vuoi fare? Una volta impostate le risposte come fai a confessare che hai detto un sacco di cazzate? Che figura ci fai? Meglio mantenere la posizione, tanto che ne sa, quella, che tu il servizio non ce l’hai… Non lo sa!

O no? Perché adesso ti dice di attivarlo, non di cambiare gestore? Lo sapeva dall’inizio, la perfida? E ti ha costretto a fare quella figura da quattro soldi…

Hai una sola chance: far finta che lo avevi capito da subito e che la stavi prendendo in giro ma quando, tutto sudato, provi a spararla, perdi il filo del ragionamento e non sai più se è lei, o sei tu, a proporre un abbonamento a Mani di fata!

Forse facevi prima a dirle che sei un uomo. Ma, ormai è fatta, e non ti resta che far finta che cada la linea.

Ti guardi in giro per accertarti che alla scena non abbiano assistito imbarazzanti testimoni, ma tua moglie è in cucina a fare i piatti, e ti avvii chiudi il portone alle tue spalle e sei in strada, finalmente.

Ti accingi a metterti in macchina e, come fai normalmente, sedendoti metti il telefonino nella tasca dello sportello, cerchi di aggiungerci il portafogli, perché in tasca ti fa addormentare la chiappa, ma quello ti scivola dalle mani sudate (maledetto call center) e si apre sul tappetino, sotto il pedale del freno.

Dannazione! Hai fatto un po’ di pancetta, ultimamente, e non riesci a piegarti abbastanza!

Allora, scendi dall’auto, ti inginocchi, quasi, e riesci ad afferrarlo per un angolo, aperto com’è, e ti accorgi che la tasca dove normalmente tenevi infilata la patente di guida è vuota!

 Come può essere? Non la tocchi dall’ultimo controllo di polizia, e ricordi bene di averla rimessa al suo posto, dopo.

Forse ti è caduta quando hai trafficato col portafogli cercando il bancomat per un prelievo?

Gelo!

Se è andata così, sei fottuto. E quando la ritrovi! Un momento! Calma! Controlla meglio, magari ti è scivolata in camera da letto quando hai cambiato pantaloni…

Non ti innervosire!

E risali, manco a dirlo, nervoso in casa, controlli dappertutto tra un’imprecazione e l’altra, mentre tua moglie ti chiede ogni due minuti cosa stai cercando; sotto il letto, tante volte gli avessi dato inconsapevolmente un calcio quando ti è caduta… niente!

E riprovi, in bagno, in cucina… niente da fare! Il bancomat! Non c’è dubbio, maledetto apparecchio!

Che fare? Devi usare l’auto per andare a sbrigare delle cose fuori città… e se ti ferma la Stradale… cosa le racconti? Una multa non te la leva nessuno!

E qui arriva la prima idea del piffero: "vado in Questura a denunciare lo smarrimento, magari con la ricevuta della denuncia potrò mettermi regolarmente alla guida, immagino."

E parti in quarta! Cioè, a piedi, diciamo a passo rapido: sono solo due chilometri!

Fa caldo, e ci arrivi tutto sudato.

C’è una lunga fila allo sportello davanti a te. Non sai neppure se è quello giusto per denunciare lo smarrimento della patente, ma avvicinarsi allo sportello di lato “solo per fare una domanda” ti imbarazza solo a pensarlo! Non se ne parla!

Ma sei fortunato, almeno una volta: appena chiedi se “è lo sportello giusto per denunciare…” il poliziotto dietro il vetro anti covid ti interrompe per indicarti la scritta “Sportello denunce”, che campeggia nella parte alta del vetro.

Tu cominci a spiegargli che sì, l’avevi visto, ma chiedevi se era quello lo sportello al quale tu dovevi fare la tua, di denuncia…

Lui ti guarda perplesso e, prima che ti faccia qualche obiezione che potrebbe metterti in difficoltà, tagli corto e ti affretti a dire che devi denunciare di aver perso la patente di guida. Ecco, è fatta!

Quello non fa una piega e, scelto il modulo adatto, ti fa qualche domanda sulle tue generalità, alle quali rispondi brillantemente, anche se tentenni un po’ sul numero di nomi che devi dichiarare, poiché hanno pensato bene di attribuirtene tre… ma poi lasci perdere: c’è il rischio che quando dovessi specificare l’ultimo, “Adelchi”, quello possa sentirsi preso per i fondelli.

Ma va tutto bene, e in pochi minuti ti rilascia una ricevuta della denuncia, assicurandoti che ha messo a sistema la pratica: tra qualche giorno, ti consegneranno direttamente a casa la patente nuova.

Grazie, buongiorno.

E rifai, al contrario quei due chilometri sotto il sole, adesso ancora più alto nel cielo.

Sei accaldato e, appena arrivato, ti cambi per stare più comodo e, sul comò della camera da letto, in bella vista… la tua patente smarrita… Oh, cazzo! E adesso?

Decidi che all’indomani tornerai in Questura per annullare tutto.

Solita fila, solito poliziotto dietro il vetro a prova di virus, e il dubbio se lo sportello denunce funzioni anche al contrario… ma ormai ci sei!

Solo che confessare che l’hai ritrovata sul comò non ti pare decoroso: meglio dire che l’ha trovata per strada un amico e te l’ha riportata. Sì! Magnifica, seconda idea… del piffero, realizzi, appena quello dietro il vetro ti chiede le generalità di questo amico…

Sì, insomma, un amico… di cui non ricordi il nome esattamente, si chiama Pietro…qualcosa, affermi, rosso come un peperone.

L’altro, per pietà fa finta di crederci. Ma no, non può annullare tutto, ormai la pratica è “a sistema” e verrà emessa una nuova patente.

E vabbè! Grazie. Buongiorno.

 

Per qualche giorno non succede nulla, ma dopo una settimana ti arriva il primo sms con il quale ti si invita a fare un versamento di dieci euro per il costo del duplicato della patente.

Dopo un paio di giorni di riflessioni, effettui il versamento, e aspetti con fiducia.

Difatti, dopo qualche giorno ancora, ti chiama una postina, anticipandoti che ha da consegnarti la patente nuova, previo pagamento di 7,5 euro quale costo della spedizione della patente al domicilio.

Un po’ ti scoccia quella seconda richiesta, e cominci a questionare, ma alla fine ti arrendi e la rassicuri che pagherai.

Al che, quella ti chiede dove ti trovi.

«A casa, a Reggio, in via dei matti numero zero.»

E quella, stupita: «a Reggio? Ma io sono la postina di Monteduro!»

E allora realizzi che il trasferimento fittizio della residenza presso dei parenti a Monteduro, per evitarti frequentazioni che non gradivi qui nella tua provincia, non è stata una grande idea, almeno dal punto di vista automobilistico.

«Magari posso lasciargliela presso i suoi parenti…» suggerisce la postina, «ma anticipi loro che sono 7,50 euro per la consegna…»

E chiudi, anche questa telefonata.

Non ti resta che farti qualche centinaio di chilometri per recuperarla, ma… con quale patente?

Non con la nuova, ché non ce l’hai ancora!

E neppure con la ricevuta dello smarrimento della vecchia, immagini, perché il sistema l’avrà annullata, emettendo la nuova!

Ti diverte solo il pensiero dello sguardo del poliziotto che ti fermasse alla guida senza patente: quale dovrebbe ritirarti? Quella che non hai ancora, o quella che non hai più?

Dai! Smettila di pensare minchionerie: chiama Pasquale e chiedigli di accompagnarti.